Ed eccoci al 2° appuntamento della nostra rubrica sull’arte del ricevere. Dopo aver messo in pratica tutto quello che c’è da sapere su come apparecchiare la tavola, vediamo oggi 12 semplici regole da tener presenti quando si è a tavola, perché, diciamocelo, a chi non è capitato di partecipare ad un matrimonio dove gli amici degli amici ne combinano di tutti i colori con pane, bicchieri e tovaglioli? Vi siete mai trovate nell’imbarazzante situazione in cui passa il cameriere e non sapete come vanno messe le posate tra una portata e l’altra? Se non a voi, sarà capitato sicuramente al vostro vicino di posto. Da oggi sarà tutto più facile. Risolviamo quindi il:

DILEMMA A TAVOLA

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  1. I gomiti, le mani

I gomiti devono essere sempre accostati al corpo e le mani, nei momenti in cui non sono occupate con le posate, non vanno mai abbandonate in grembo, cosa che invece avviene normalmente nei Paesi anglo-sassoni. Non agitatele sotto al naso del vicino di tavola nel corso di una discussione e non invadete la sua zona con gesti bruschi e sgraziati che possono disturbarlo mentre mangia.

  1. Coltello

Il coltello deve essere tenuto nella destra senza che l’indice oltrepassi il manico e tocchi la lama. Tenere il coltello come una penna stilografica è maleducazione. Il coltello non deve mai essere portato alla bocca, né adoperato per tagliare le uova, le verdure, le patate e soprattutto il pesce per il quale esistono apposite posate.

  1. Il cucchiaio e la minestra

In Inghilterra il cucchiaio non viene introdotto in bocca per la punta, ma appoggiato lateralmente alle labbra. Mangiare la minestra in questo modo, senza inopportuni risucchi, conveniamone, non è facile. Da noi per fortuna le cose vanno altrimenti: il cucchiaio viene introdotto di punta in bocca. Ma ciò non vuol dire, beninteso, che lo si debba inghiottire fine al manico.

E’ tollerato che arrivati agli ultimi cucchiai di minestra, si sollevi appena il piatto, inclinandolo verso il centro del tavolo. Assolutamente proibito, invece, soffiare sulla minestra per raffreddarla.

  1. La forchetta

La forchetta si tiene con le punte rivolte in su quando è nella destra. Quando è nella sinistra (e nella destra si ha il coltello) la forchetta ha le punte in giù.

Quando si interrompe il pasto per conversare, si mettono le posate attraverso il piatto, con manico sul bordo: non devono mai toccare la tovaglia. Alla fine, vanno invece appoggiate sul piatto perpendicolarmente all’orlo della tavola, con i manici verso il commensale.

  1. Il bicchiere

Si beve a piccoli sorsi. Le signore badano a non lasciare sbavature di rossetto sui bordi e soprattutto non arricciano il mignolo a coda di volpino. Posato il bicchiere, ci si asciuga leggermente la bocca. Anche in questa circostanza, le signore fanno in modo di non stampare le labbra sul tovagliolo.

Non si alza mai il bicchiere verso chi ci sta versando da bere. Non lo si copre con la mano per rifiutare: basterà un lieve cenno negativo.

  1. Il tovagliolo

Deve essere piegato parzialmente, ottenendo una striscia lunga che viene distesa sulle ginocchia. Quando si è in visita o quando si hanno invitati, non lo si ripiega mai alla fine del pranzo: lo si posa alla sinistra del piatto al momento di alzarsi.

Non si usa per pulire le posate, i bicchieri o per ripassare i piatti prima di mangiare, le signore non lo usano per togliersi il trucco.

  1. Sale e pepe

Non ci si serve di sale e di pepe con le dita né con la lama del coltello: perciò una buona padrona di casa provvederà sempre saliera e portapepe di appositi cucchiaini.

  1. Il pane e i grissini

Non si taglia mai il pane col coltello. Si spezza, mano a mano, ogni boccone possibilmente con la sola sinistra. Questo vale anche per i grissini. Non si sbriciola il pane sulla tovaglia, non si gioca con la mollica, non si riduce il proprio posto come se fosse il fondo di un pollaio. Se, per qualche ragione, non si desidera mangiare la mollica, la si toglie pulitamente mettendola nel piattino predisposto per il pane. Mai nel piatto in cui si mangia.

  1. La salsa nel piatto

Di regola, non si raccoglie la salsa rimasta nel piatto. Solo in famiglia è ammesso “fare scarpetta”, purché ci si serva della forchetta e purché procedendo a questa operazione non ci si comporti come se si passasse lo spazzolone della cera su un pavimento.

  1. Il dolce

Si mangia con la forchetta se è solido, con il cucchiaio se è liquido. Ma generalmente ambedue le posate vengono apparecchiate a ciascun posto. Nell’incertezza, meglio preferire la forchetta al cucchiaio. In caso di necessità, ci si può servire con entrambe le posate per spingere con la forchetta i pezzetti di dolce nel cucchiaio.

  1. La frutta

Non si sceglie la frutta dal vassoio: si prende quella che è più a portata di mano. Pere, mele, pesche devono essere tagliate in due o in quattro sezioni: ognuna di queste viene infilata nella forchetta e sbucciata col  coltello. Se si divide un frutto con un altro commensale, gli si presenta sempre la parte del gambo. I semi d’arancia, i noccioli di ciliegia, di prugna o altro, devono essere sputati nella mano chiusa a cartoccio e deposti sul bordo del piatto.

I fichi freschi vanno divisi in quattro parti, ma senza staccarle fra loro: la polpa viene sollevata col coltello e mangiata con la forchetta.

Le banane devono essere sbucciate con le dita e il coltello. Si mangiano con la forchetta.

L’uva viene presentata a piccoli grappoli, in modo da evitare a chi si serve la difficile operazione di dividere in due un grappolo troppo grosso.

Le arance possono essere mangiate in due modi: tagliate in due, oppure sbucciate col coltello, tenendo il frutto nella mano sinistra. Se l’arancia si presenta “facile” gli spicchi vengono portati alla bocca con le dita. Se l’arancia è molto sugosa e matura la si mangia con la forchetta e il coltello.

   12. Stuzzicadenti

L’uso degli stuzzicadenti è proibito alle signore e sconsigliabile agli uomini. Se non sono in tavola, non si devono mai richiedere. Se ci sono, si adoperano solo in caso di assoluta necessità; in ogni modo se ne fa uso con discrezione, cercando di evitare smorfie, ma anche senza coprirsi con ostentazione la bocca con le mani o, peggio, col tovagliolo, il che servirebbe soltanto a far notare maggiormente ciò che si vuol far passare inosservato.

Bene. Dopo aver apparecchiato bene la tavola e aver superato brillantemente il capitolo cena, passeremo ad argomenti più divertenti, ovvero come decorare, creare atmosfere, organizzare cene e feste talmente belle che non appena l’ultimo ospite avrà svoltato l’angolo penserete solo ad una cosa: a quando la prossima?