RELOOKING MOBILI

Armadio, dispensa o…?

Il mercatino di PoppyChi lo ha detto che un armadio deve rimanere tale per tutta la vita?

Questo è un comunissimo armadio anni ’20 scovato in un mercatino dell’usato.

Inutile che vi dica che non appena l’ho visto mi sono subito immaginata all’opera, quindi non ci ho pensato un attimo e sono volata immediatamente a prendere un furgone.

Man mano che i lavori procedevano mi è balenata in testa un’idea: e se lo trasformassimo in una dispensa? Già me lo vedo in un angolo di cucina con le tovaglie nel cassetto e piatti e bicchieri ben ordinati. Oppure perché no in un bagno con degli asciugamani ben piegati nei ripiani. Il cassetto può sempre contenere tutte quelle cose che nel bagno di una donna non mancano mai, il phon, le spazzole, insomma tutte quelle cose che sono utili, ma diciamocelo non è bello neanche vederle in giro.

Voi che ne dite? Sono sicura che un posticino per questo gioiello lo troverete. I lavori ovviamente non sono ancora finiti, ma potrebbe essere l’occasione giusta per decidere il colore che fa per voi.  E se proprio avete dubbi sullo spazio, eccovi le misure: altezza cm. 194, larghezza cm. 70, profondità 54.

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Mille vite da cassetto

So a cosa state pensando, un cassetto è solo un cassetto, cosa potrebbe contenere? Posate o tovaglie se è in cucina, calzini o magliette se in camera da letto, matite e documenti vari se in ufficio…

Certo, tutto vero, ma a noi de La casa di Poppy le cose “come devono stare”, vanno un po’ strette ed ecco quindi che dei vecchi cassetti che in un’epoca precedente saranno appartenuti a chissà quale mobile, oggi cambiano completamente uso e destinazione.

Non mi dilungherò sul come sono finiti nelle mie mani, perché non è questa la storia che vi voglio raccontare: oggi voglio farvi sentire la voce di un cassetto..

Ne ho viste tante nella mia vita, credo di essere nato negli anni ’40 e a dirla tutta gli anni me li sento proprio, come dire, nelle ossa. Credevo di aver fatto un’esistenza discreta, di aver adempiuto al mio dovere di cassetto nel migliore dei modi e di avere le capacità per continuare a farlo, ma così non è. Gettato, mi hanno gettato come un rifiuto qualunque.

Ma quando il mio destino sembrava segnato, ecco che una sferzata di acqua, forse troppo fredda per i miei gusti, mi riporta alla vita. I pomelli! Non li vedevo da tanto, mi sembra di essere tornato un giovanotto! Chissà in quale mobile mi metteranno; come, non è previsto un mobile? Ma io sono nato per essere infilato in qualcosa! Aspetta, aspetta, forse mi diverto più così.

Chiunque tu sia, grazie per avermi rimesso a nuovo: ora sono pronto per un’altra vita, anzi facciamo mille!

f.to un signor cassetto

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1, 2, 3… et voilà! La conigliera finisce in camera da letto

cell 230Avere fantasia e creatività a volte può essere controproducente perché si rischia non solo di non buttare via nulla, ma di riempire la casa di oggetti e mobili “fai da te” che, diciamocelo, a volte sono davvero troppo! 

 

La mia regola è semplice, una cosa entra, una esce! E’ così con tutto, con i vestiti, le scarpe e anche con i mobili. Non avessi seguito questo metodo probabilmente ora vivrei in un vero e proprio magazzino. 

Ma le regole sono fatte per essere infrante, e questa non fa eccezione! 

Tanti anni fa mentre stavo aiutando il mio amico Roberto nel suo trasloco, notai nascosto in garage questo vecchio mobile, malmesso e pieno di ragnatele. Gli chiesi cosa fosse e lui rispose che era una vecchia conigliera di cui si sarebbe presto sbarazzato, non sapendo cosa farsene. Il resto è storia…

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I giorni seguenti furono frenetici. All’epoca non avevo un posto adatto per lavori di restauro e così trasformai la mia cameretta in un laboratorio. Lavorai tantissimo e in quella confusione, in quell’improvvisa trasformazione della conigliera (e della mia cameretta, diventata un vero e proprio campo di battaglia) non era la fatica a farla da padrone, ma la passione per quello che sotto le mie mani si stava pian piano trasformando.

Non mi arrabbiai neanche quando Poppy inciampò nel vasetto di colore e gironzolando a zig-zag per casa, lasciò zampette bianche dappertutto!

Alla fine di quei giorni,  gli animali avevano lasciato il posto a lenzuola, cuscini ed asciugamani. 

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JB5A4712Misi il mobile in camera da letto e da allora, al mio risveglio, penso ai conigli (che non mangio) e a quei giorni in cui decisi che anche un’ex conigliera avrebbe trovato il giusto posto in questa casa. 

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Protagonista del passato, interprete del presente: il fascino senza tempo della cornice.

di Chiara Zoppas.

cornice oro (3)La cornice separa l’immagine da tutto quello che la circonda, da ciò che sta al di fuori; delimita, inquadra e al contempo determina il carattere e lo stile dello spazio su cui viene posata. Da secoli si parla del suo ruolo per nulla secondario: una finestra su un mondo-altro, un dialogo con l’arte, una preziosa decorazione. Quel che è certo, è che ancor oggi è difficile farne a meno e anzi, nel tempo ha acquistato un valore superiore proprio grazie alla sua capacità di far vibrare da sola persino una parete bianca.

sigegold_doratura_02__xlarge (3)Io provo un fascino particolare per questo oggetto dalla dettagliata manifattura: forte e determinante quando si fa ammirare da solo o quando abbraccia una vecchia specchiera; delicato e poco invadente quando diventa puro arricchimento di un’opera. Questa mia strana attrazione per la cornice, ha fatto sì che iniziassi a giocare con la foglia oro, con le vernici opache, con le decorazioni floreali, per dedicarmi così al recupero di vecchi pezzi trovati o semplicemente all’abbellimento dell’artigianato contemporaneo.

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Come per i vecchi mobili, anche le cornici aspirano ad una nuova vita e cosa c’è di meglio che farla tornare al grezzo per poi coprirla di luce grazie alla doratura? O ancora, darle un po’ di charme con un tocco di bianco e qualche grezza imperfezione. Decori floreali, righe, oro, argento, colori. La cornice può avere una, dieci, cento vite. E soprattutto ha il dono di rendere anche lo scarabocchio di un bambino una vera opera d’arte.

Una sedia con 20 anni in meno

Il mercatino di PoppyAdoro fare acquisti nei mercatini perché non sai mai cosa ci puoi trovare. I negozi di seconda mano poi sono una risorsa incredibile. A volte le persone si liberano di veri e propri tesori e neanche si accorgono che la storia che questi conservano va ben oltre quell’aspetto anonimo e forse un po’ demodé con il quale si presentano stipati in qualche soffitta. Quando li guardo, ho come l’impressione che mi stiano chiedendo di dar loro una seconda possibilità: non hanno nessuna voglia di essere messi da parte perché valgono molto di più di quei feticci omologati da centro commerciale che ci si ostina per comodità ad acquistare continuamente.

Spesso hanno solo bisogno di un po’ di cura, ma anche di un bel po’ di olio di gomito certo. Altre volte vanno interamente restaurati, però ne vale sempre la pena! Sono proprio queste le sfide che più mi appassionano e che, sempre più, mi portano ad amare questo lavoro.

Recentemente ho acquistato questo set composto da due poltroncine e un divanetto. Il colore non mi faceva impazzire, ma quando si è alla ricerca di mobili, non bisogna preoccuparsi dei colori perché si può dipingere quasi ogni cosa; sono la forma e il materiale le cose importanti!

Ecco i miei tesori appena presi!

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Ovviamente avevano bisogno di un tocco di Poppy…

Quando si dipinge un mobile o un qualsiasi oggetto in legno, la preparazione è fondamentale. Bisogna carteggiare delicatamente anche l’angolo più piccolo con una carta vetrata fine per far sì che il legno sia pronto ad assorbire nuovo colore; poi bisogna pulire ogni superficie, prepararla con una mano di aggrappante ed infine aggiungere il colore finale. E questo è il processo che ho seguito anche per le mie vecchie-nuove sedie.

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A lavori finiti, non posso che compiacermi del risultato e anche se la fatica non è stata poca, sono felice di aver fatto rivivere un piccolo pezzo di storia.

Immagino già qualcuno di voi immerso nella lettura di un buon libro, magari sotto un albero in giardino, oppure a sorseggiare un buon bicchiere di vino con degli amici.

Qualunque siano le vostre intenzioni, avete la possibilità di portarvi a casa dei pezzi unici.

Se siete interessati non dovete far altro che chiamarmi.

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Caro armadio ti dico addio!

Avete presente quella pazzesca cabina armadio che Mr.Big regala a Carrie nel primo film della saga Sex and the City? Dite la verità, chi di noi non si è persa almeno per un attimo nel sogno di vedersi avvolta da un guardaroba illuminato di vestiti, borse e scarpe completamente a vista?

Ma se questa è un’immagine Hollywoodiana a cui poche di noi possono concretamente aspirare, ecco una soluzione semplice, poco costosa ed altrettanto efficace adatta ad ogni tipo di spazio!
Costruire una parete attrezzata è facile e permette di adattare pochi metri alle nostre reali esigenze, e se l’idea della polvere ci spaventa, indossare ogni giorno qualcosa di diverso, potrebbe essere un ottimo rimedio per avere un’idea chiara su cosa buttare e cosa tenere a fine stagione.
Se l’ordine non è proprio il nostro forte, teniamo bene a mente che la nostra casa non deve essere una boutique, ma deve rispecchiare la nostra essenza e la nostra personalità!

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Dalla cantina, al salotto!

Rimettere a nuovo un vecchio mobile non è facile, ma nemmeno impossibile. Occorre saper correttamente adoperare una levigatrice, scegliere una vernice adatta al legno e tanto, tanto olio di gomito e il risultato è assicurato!

Che dite, abbiamo fatto un bel lavoro?

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