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Arredare con i libri: 7 modi per sistemarli sulle mensole

http://www.illibraio.it/modi-sistemare-libri-mensole-192867/Lo confesso, ci sono sere in cui mi illudo di riuscire a vedere un film dall’inizio alla fine, ma mentre il mio sguardo è fisso sullo schermo, l’indice della mano destra pare improvvisamente trasformarsi in un’appendice estranea al resto del corpo e non smette di girare pagine su pagine di Pinterest, Facebook e Instagram alla ricerca di continue ispirazioni. Una sbirciatina dopo l’altra, finisco così per dimenticarmi che il post it attaccato al frigo diceva che il film in questione rientrava nella classifica degli imperdibili e per perdermi nel mio mondo fatto di case, giardini, interni da sogno.

L’altra sera l’ indice in questione, mi ha condotto ad un interessante articolo pubblicato da Il Libraio, dall’intrigante titolo 7 modi per sistemare i libri sulle mensole, ovvero un altro piccolo mondo dentro al mio mondo.

http://www.illibraio.it/modi-sistemare-libri-mensole-192867/

Per rispetto nei confronti dell’autore, vi rimando al sito http://www.illibraio.it/modi-sistemare-libri-mensole-192867/, ma non resisto alla tentazione di mettere tra le nostre Ispirazioni (era meglio Aspirazioni?) qualche foto su come fare arredamento con un pugno di libri.

 

La rubrica del venerdì: l’arte del ricevere – Dilemma a tavola

Ed eccoci al 2° appuntamento della nostra rubrica sull’arte del ricevere. Dopo aver messo in pratica tutto quello che c’è da sapere su come apparecchiare la tavola, vediamo oggi 12 semplici regole da tener presenti quando si è a tavola, perché, diciamocelo, a chi non è capitato di partecipare ad un matrimonio dove gli amici degli amici ne combinano di tutti i colori con pane, bicchieri e tovaglioli? Vi siete mai trovate nell’imbarazzante situazione in cui passa il cameriere e non sapete come vanno messe le posate tra una portata e l’altra? Se non a voi, sarà capitato sicuramente al vostro vicino di posto. Da oggi sarà tutto più facile. Risolviamo quindi il:

DILEMMA A TAVOLA

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  1. I gomiti, le mani

I gomiti devono essere sempre accostati al corpo e le mani, nei momenti in cui non sono occupate con le posate, non vanno mai abbandonate in grembo, cosa che invece avviene normalmente nei Paesi anglo-sassoni. Non agitatele sotto al naso del vicino di tavola nel corso di una discussione e non invadete la sua zona con gesti bruschi e sgraziati che possono disturbarlo mentre mangia.

  1. Coltello

Il coltello deve essere tenuto nella destra senza che l’indice oltrepassi il manico e tocchi la lama. Tenere il coltello come una penna stilografica è maleducazione. Il coltello non deve mai essere portato alla bocca, né adoperato per tagliare le uova, le verdure, le patate e soprattutto il pesce per il quale esistono apposite posate.

  1. Il cucchiaio e la minestra

In Inghilterra il cucchiaio non viene introdotto in bocca per la punta, ma appoggiato lateralmente alle labbra. Mangiare la minestra in questo modo, senza inopportuni risucchi, conveniamone, non è facile. Da noi per fortuna le cose vanno altrimenti: il cucchiaio viene introdotto di punta in bocca. Ma ciò non vuol dire, beninteso, che lo si debba inghiottire fine al manico.

E’ tollerato che arrivati agli ultimi cucchiai di minestra, si sollevi appena il piatto, inclinandolo verso il centro del tavolo. Assolutamente proibito, invece, soffiare sulla minestra per raffreddarla.

  1. La forchetta

La forchetta si tiene con le punte rivolte in su quando è nella destra. Quando è nella sinistra (e nella destra si ha il coltello) la forchetta ha le punte in giù.

Quando si interrompe il pasto per conversare, si mettono le posate attraverso il piatto, con manico sul bordo: non devono mai toccare la tovaglia. Alla fine, vanno invece appoggiate sul piatto perpendicolarmente all’orlo della tavola, con i manici verso il commensale.

  1. Il bicchiere

Si beve a piccoli sorsi. Le signore badano a non lasciare sbavature di rossetto sui bordi e soprattutto non arricciano il mignolo a coda di volpino. Posato il bicchiere, ci si asciuga leggermente la bocca. Anche in questa circostanza, le signore fanno in modo di non stampare le labbra sul tovagliolo.

Non si alza mai il bicchiere verso chi ci sta versando da bere. Non lo si copre con la mano per rifiutare: basterà un lieve cenno negativo.

  1. Il tovagliolo

Deve essere piegato parzialmente, ottenendo una striscia lunga che viene distesa sulle ginocchia. Quando si è in visita o quando si hanno invitati, non lo si ripiega mai alla fine del pranzo: lo si posa alla sinistra del piatto al momento di alzarsi.

Non si usa per pulire le posate, i bicchieri o per ripassare i piatti prima di mangiare, le signore non lo usano per togliersi il trucco.

  1. Sale e pepe

Non ci si serve di sale e di pepe con le dita né con la lama del coltello: perciò una buona padrona di casa provvederà sempre saliera e portapepe di appositi cucchiaini.

  1. Il pane e i grissini

Non si taglia mai il pane col coltello. Si spezza, mano a mano, ogni boccone possibilmente con la sola sinistra. Questo vale anche per i grissini. Non si sbriciola il pane sulla tovaglia, non si gioca con la mollica, non si riduce il proprio posto come se fosse il fondo di un pollaio. Se, per qualche ragione, non si desidera mangiare la mollica, la si toglie pulitamente mettendola nel piattino predisposto per il pane. Mai nel piatto in cui si mangia.

  1. La salsa nel piatto

Di regola, non si raccoglie la salsa rimasta nel piatto. Solo in famiglia è ammesso “fare scarpetta”, purché ci si serva della forchetta e purché procedendo a questa operazione non ci si comporti come se si passasse lo spazzolone della cera su un pavimento.

  1. Il dolce

Si mangia con la forchetta se è solido, con il cucchiaio se è liquido. Ma generalmente ambedue le posate vengono apparecchiate a ciascun posto. Nell’incertezza, meglio preferire la forchetta al cucchiaio. In caso di necessità, ci si può servire con entrambe le posate per spingere con la forchetta i pezzetti di dolce nel cucchiaio.

  1. La frutta

Non si sceglie la frutta dal vassoio: si prende quella che è più a portata di mano. Pere, mele, pesche devono essere tagliate in due o in quattro sezioni: ognuna di queste viene infilata nella forchetta e sbucciata col  coltello. Se si divide un frutto con un altro commensale, gli si presenta sempre la parte del gambo. I semi d’arancia, i noccioli di ciliegia, di prugna o altro, devono essere sputati nella mano chiusa a cartoccio e deposti sul bordo del piatto.

I fichi freschi vanno divisi in quattro parti, ma senza staccarle fra loro: la polpa viene sollevata col coltello e mangiata con la forchetta.

Le banane devono essere sbucciate con le dita e il coltello. Si mangiano con la forchetta.

L’uva viene presentata a piccoli grappoli, in modo da evitare a chi si serve la difficile operazione di dividere in due un grappolo troppo grosso.

Le arance possono essere mangiate in due modi: tagliate in due, oppure sbucciate col coltello, tenendo il frutto nella mano sinistra. Se l’arancia si presenta “facile” gli spicchi vengono portati alla bocca con le dita. Se l’arancia è molto sugosa e matura la si mangia con la forchetta e il coltello.

   12. Stuzzicadenti

L’uso degli stuzzicadenti è proibito alle signore e sconsigliabile agli uomini. Se non sono in tavola, non si devono mai richiedere. Se ci sono, si adoperano solo in caso di assoluta necessità; in ogni modo se ne fa uso con discrezione, cercando di evitare smorfie, ma anche senza coprirsi con ostentazione la bocca con le mani o, peggio, col tovagliolo, il che servirebbe soltanto a far notare maggiormente ciò che si vuol far passare inosservato.

Bene. Dopo aver apparecchiato bene la tavola e aver superato brillantemente il capitolo cena, passeremo ad argomenti più divertenti, ovvero come decorare, creare atmosfere, organizzare cene e feste talmente belle che non appena l’ultimo ospite avrà svoltato l’angolo penserete solo ad una cosa: a quando la prossima?

 

 

La rubrica del venerdì: l’arte del ricevere – Come apparecchiare la tavola

Comincia oggi la rubrica sull’arte del ricevere, ovvero come organizzare incontri, cene, feste nella tranquillità della propria casa o del proprio giardino.

Non so voi, ma ogni volta che invito qualcuno a casa mia, mi piace pensare che gli ospiti trovino tutto squisitamente perfetto. In realtà, che si tratti di un tè con le amiche o di una cena informale, le cose da fare sono sempre tante e il tempo a disposizione sempre troppo poco. Capita quindi che al suonar del campanello io mi trovi a saltellare di qua e di là come in una gara ad ostacoli, con l’unico risultato che gli amici alla porta non vengono accolti da una donna vestita di tutto punto, rilassata con un calice di vino rosso in mano, ma da una che sembra un’atleta che ha appena tagliato il nastro del traguardo. Resa l’idea?

Questo appuntamento settimanale nasce quindi dall’esigenza di non trovarsi nella situazione appena descritta e per rendere più piacevole ogni invito, fornendoci consigli e tante idee facili e veloci su come organizzare al meglio ogni ricevimento.

Fidatevi di Poppy: questa rubrica farà di tutte noi l’emblema della perfezione e della nostra casa un luogo che i nostri amici ameranno per sempre.

 APPARECCHIARE LA TAVOLA

SEGUENDO IL GALATEO

Apparecchiare la tavola è una vera e propria arte che segue una serie di principi ben precisi.

Queste regole si possono mettere in pratica a casa propria per un pasto formale ed elegante, ma anche nel tavolo di tutti i giorni; una tavola ben apparecchiata è sicuramente chic e bella da vedere in ogni occasione.

  1. I Tessili per la Tavola

La scelta della tovaglia e dei tovaglioli è importante nel galateo per apparecchiare la tavola; la tovaglia deve essere abbinata ai tovaglioli, in tessuto, di colore neutro; va scelta in base alle dimensioni del tavolo con circa 30-40 cm di caduta laterale. Il tovagliolo si mette alla sinistra del piatto e va piegato in maniera semplice; eventualmente si può disporre anche al centro del piatto, sopra di esso, e nelle occasioni meno formali alla destra del piatto.

  1. I Piatti

I piatti si mettono al centro e vanno disposti nell’ordine giusto; prima il sottopiatto, poi il piatto piano, poi il piattino e sopra di esso il piatto fondo per le portate liquide. Il piattino del pane va disposto separatamente, in alto a sinistra in corrispondenza delle forchette. Il piattino del pane può essere coperto da un tovagliolo.

  1. Le Posate

La forchetta si mette a sinistra, il coltello e il cucchiaio si mettono a destra. Per un pranzo con più portate ci saranno diverse forchette, da disporre a sinistra con le punte verso l’alto, e si inizierà ad utilizzarle partendo da quella più esterna. I coltelli, con le lame rivolte verso l’interno, sono alla destra del piatto e possono essere due se il menu prevede sia carne sia pesce. Il cucchiaio va messo dopo i coltelli, ma solo se verrà servito il potage o il brodo.

Nelle occasioni più formali vengono disposte delle posate da dessert e da frutta orizzontalmente e centralmente davanti ai piatti; il coltello piccolo da frutta con il manico verso destra, la forchettina da frutta con l’impugnatura verso sinistra e il cucchiaino con il manico verso destra.

  1. I Bicchieri

Infine, i bicchieri. I calici vanno messi in alto a destra, in corrispondenza di coltelli e cucchiai. Il primo è il bicchiere per l’acqua, il più grande, poi c’è il calice per il vino rosso e per finire il bicchiere per il vino bianco. Il galateo dice no ai sottobicchieri e prevede che l’eventuale flûte per lo champagne sia disposta dietro ai tre bicchieri principali.

Ecco fatto il primo passo: per apparecchiare la tavola di tutti i giorni seguendo le regole del galateo basterà ricordarsi della disposizione delle posate e dei bicchieri. Molto semplicemente, tovagliolo e forchetta a sinistra e coltello e cucchiaio a destra, con il bicchiere in corrispondenza del coltello.

Alla prossima settimana, con altri suggerimenti e idee che faranno di noi delle ottime padrone di casa!

La mie en place1

Pulizie di casa per pigri

8 REGOLE PER AVERE SEMPRE LA CASA PULITA E IN ORDINE SENZA FATICA

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Già leggendo il titolo avrai certamente capito che non sono una casalinga nata.

Amo la mia casa e mi piace vederla in ordine e pulita, è solo che preferirei fare molto altro che i lavori domestici  ed ogni volta che devo cimentarmi nelle pulizie, mi sale la pressione e la giornata mi si rovescia.

La soluzione più ovvia? Assumere una domestica.

A dire la verità una domestica io l’avevo quando lavoravo fuori casa e a tempo pieno. Poi, stanca del posto fisso, ho preso il coraggio a due mani e due anni fa ho fatto il fatidico  “salto nel vuoto” per dare vita alla mia passione. Chiaramente il mio budget era calato e ho dovuto fare dei tagli …. Ho “tagliato” ahimè con grande dispiacere, la mia domestica.

Oggi sono una home stager e non sono più una “casalinga disperata”.

La dura realtà è che, a prescindere da quanto li detesti o da quanto più tempo libero vorresti, i lavori di casa devono essere fatti. Tutti vogliamo una casa pulita, ordinata e organizzata.

Fatte queste premesse, indossiamo la nostra uniforme francese da cameriera e iniziamo.

REGOLA NR. 1: Scrivi una to-do list di tutte le attività di pulizia e SOPRATTUTTO rendila realistica

Se scrivi il tuo elenco la sera,  al mattino quando ti alzi saprai già cosa devi fare.

Bisogno di cambiare le lenzuola? Fallo appena ti alzi dal letto  – in questo modo è fatto e sarai molto meno tentata di caderci di nuovo dentro. Due piccioni con una fava!

Assicurati di non fare un elenco troppo lungo o finisci con lo scoraggiarti semplicemente guardandolo.  Dai delle priorità: Quali sono le tre cose più importanti che devo fare oggi? Inizia con queste. Tutto ciò che non si può fare lo puoi trasferire alla lista di domani. Basta non utilizzare questo come un altro modo per rinviare …

REGOLA NR. 2: “Ingoia Il Rospo”

No, non letteralmente. Sarebbe disgustoso!

Mark Twain nel suo libro “Eat the frog” (lo puoi trovare su Amazon in lingua inglese) dice: “Ingoia un rospo ogni mattina e niente di peggio potrà accaderti per il resto della giornata.” Tradotto nella nostra do-do list dei lavori domestici significa: “Controlla la tua lista e individua una cosa che odi veramente fare e inizia con questa”.

Io ad esempio odio cambiare le lenzuola (hai presente quando l’ultima curva del lenzuolo è sempre troppo corta, per non parlare di quando devi infilare il piumone e sudi sette camicie anche se ci sono zero gradi in casa); altra cosa: odio stirare … ho scoperto che se lo faccio ogni due bucati, mi bastano 15-20 minuti e non mi ritrovo con una pila che sembra l’Everest.

REGOLA NR. 3: Individua e fai qualcosa per i tuoi “punti caldi”

Hai un luogo dove tutto sembra accumularsi e crea disordine? O forse è una stanza intera? Questo si chiama un “hot spot” “punto caldo”.

Per me è il mobile del corridoio che solitamente è il più grande “punto caldo”. Posta indesiderata, chiavi, telefoni e carica-batterie, monete e ricevute varie tendono ad accumularsi. Ad un certo punto è facile diventare ciechi e non “farci più caso”, fino a quando la pila cresce così tanto che improvvisamente non si può non vedere e ti chiedi come sia stato possibile. Ti suona familiare?

Prima di impazzire fai tre cose molto semplici:

In primo luogo, prendi un vassoio svuota-tasche in cui raccogliere tutte le piccole cose, come le chiavi e le monete.

Un portatovaglioli a buon mercato per la posta è un’ottima idea.

Infine, dopo averla aperta e controllata, prendi una bella scatola dove mettere tutta la posta indesiderata. Attaccaci un adesivo con scritto “Posta indesiderata”.

Scopri dove sono i tuoi “punti caldi” e cerca di individuare cosa li rende caotici. Si tratta di una mancanza di spazio per archiviare?  Potrebbe aiutarti aggiungere un’altra libreria, un portariviste, un vassoio o qualcosa di simile? Assicurati che tutto abbia “una casa” e prendi l’abitudine di rimettere le cose al loro posto una volta che hai finito di utilizzarle, anche  se dovessero servirti il giorno dopo.

REGOLA NR. 4: Crea la routine

Basta davvero pochissimo tempo per abituarsi ad una nuova routine, il consiglio è quello di aggiungere ogni giorno qualcosa di nuovo alle tue abitudini. Con calma, mi raccomando, se si tenta di aggiungere troppe cose in una volta sola ci facciamo sopraffare e si arriva a fine giornata depresse perché non abbiamo concluso nulla. Lo so per esperienza. Ti faccio alcuni esempi:

  • La prima cosa da fare a mattino? Il letto. Puoi arieggiare mentre ti fai la doccia e subito dopo lo fai e ti vesti. Cosa fatta, capo ha!
  • Vivi in un appartamento al terzo piano e hai la lavanderia al piano inferiore?  Mentre fai i lavori di casa devi fare su e giù un sacco di volte? Io ho adottato un sistema. Ogni volta che devo scendere dò un rapido sguardo intorno e cerco di radunare tutte le cose che devo portare giù vicino alla porta d’ingresso, così da non fare troppe volte le scale.
  • Prendi l’abitudine di mettere sempre i piatti sporchi in lavastoviglie, piuttosto che lasciare che si accumulino sul banco della cucina. Se non disponi di una lavastoviglie, cerca di metterli ordinatamente in pila nel lavandino.Io di solito carico la lavastoviglie la sera e la scarico al mattino mentre aspetto che venga su il caffè. Tra l’altro facendo il lavaggio notturno hai un minor consumo di energia elettrica (risparmio di soldi!!!)
  • Metti la spazzatura direttamente in un cestino. Potrebbe sembrarti ovvio, ma ti sei mai sorpresa nel ritrovarti cartellini di vestiti nuovi accumulati sul comodino? O buste strappate, carta da imballaggio lasciate sul tavolino del salotto o la plastica di un nuovo DVD accanto al televisore? Pochi passi e via nel cestino.

 

REGOLA NR. 5: dedica qualche minuto ogni giorno ai lavori domestici: un po’ tutti i giorni è meglio di niente.

Hai appena acceso il bollitore per una tazza di tè? Fra qualche minuto sarà pronto, guardati intorno. C’è qualcosa che puoi fare nel frattempo? Approfitta di quei minuti per scaricare la lavastoviglie, o sgomberare il ripiano della cucina, o pulire il lavandino e rubinetto rendendolo pulito e brillante.

Stai guardando la televisione, c’è il tuo programma preferito e non vuoi perderti nemmeno un minuto? Alzati durante le interruzioni pubblicitarie! Pulisci il tavolo, sposta il bucato dalla lavatrice per l’asciugatrice. Immergi pentole sporche e padelle, o sistema i cuscini del divano.

REGOLA NR. 6: l’organizzazione è la chiave! – dai un unico posto a tutti i tuoi prodotti per la pulizia.

Avere sempre tutti i tuoi prodotti a portata di mano significa risparmiare tempo. Un’ottima idea è avere un contenitore con manici, in modo da potertelo portare con te in giro per la casa. E ‘facile da trasportare e contiene tutto quello che serve per la pulizia.

REGOLA NR. 7: utilizza un timer

E ‘più semplice e meno faticoso fare un po’ di pulizia ogni giorno, piuttosto che fare una grande pulizia durante il fine settimana. Se hai poco tempo a disposizione, imposta il timer da cucina sui 15, 20 o 30 minuti. Segui la tuo to-do list (la lista delle cose da fare che hai preparato la sera prima – vedi regola nr. 1) per avere una guida e iniziare con la cosa più importante. E ‘quasi come un gioco divertente! Non immagini quante cose riesci a fare con l’idea del tempo che sta per scadere! Non ti fermi fino al suono del timer.

Io uso spesso il timer per gestire al meglio il tempo per tutta la giornata, compresa la mia attività. Ad esempio quando ho bisogno di scrivere qualcosa imposto il timer del computer per 30 minuti, poi 20 minuti per qualche piccola faccenda di casa (come stendere il bucato o spolverare i mobili, o passare l’aspirapolvere) e poi dieci minuti di pausa (una puntatina su Pinterest o su Facebook alla ricerca di cose interessanti).

Con questa regola stai pur certa che farai tutto quello che ti sei segnata nella lista e riduci al minimo il rischio di rimandare a domani.

E infine …… Facendo i lavori di casa si bruciano calorie!

Qui ho catturato la tua attenzione!

Lo sapevi che passando l’aspirapolvere per un’ora, si bruciano circa 200 kcal?

Pensa a quanti passi su e giù per la casa (non li ho mai contati ma sono certa che facciamo dei chilometri!!!), quante flessioni, stretching e sollevamento pesi (sigh!). E se si vive in una casa a due piani anche dello step. E ‘fantastico per le gambe!

E’ un buon metodo per risparmiare i soldi della palestra, non trovi?

Inoltre, l’esercizio fisico rilascia le endorfine (vere e proprie pillole della felicità).

REGOLA NR. 8: premiati per il duro lavoro!

Un thermos di acqua calda, la tua tazza preferita, un buon libro, l’ascolto di un cd, un buon bagno con olii rilassanti e profumati. Insomma goditi qualche momento solo per te!

Facendo di queste poche regole una filosofia, i lavori domestici saranno meno pesanti e ti sentirai più felice!

 

 

Quadri? A tutta parete!

JB5A6005 copiaQuando si arreda la propria casa, un ruolo fondamentale per rendere l’ambiente caldo e accogliente viene giocato dai quadri appesi alle pareti. Spesso sono loro a trasformare uno spazio anonimo nella “nostra” casa. Più sono unici e originali, più caratterizzano l’ambiente e lo rendono personale.

Una delle soluzioni a cui personalmente mi dedico molto, è la loro realizzazione con le fotografie. Un modo vivace per ricordare i momenti più belli della nostra vita e per sentire più vicine le persone che amiamo. Che siano ricordi d’infanzia, momenti di viaggio o incontri speciali, niente riscalda di più la nostra casa e soprattutto il nostro cuore.

 

Se si pensa invece ad un ambiente più ludico, non si può che rendere omaggio al grande cinema, soluzione ideale soprattutto per una stanza dedicata all’home entertainment. Uno spazio di tendenza molto in voga negli ultimi anni in Italia e in buona parte importato dalla cultura made in USA, da sempre molto attenta a diversificare in modo marcato i vari ambienti domestici.

In ogni caso, che si tratti di foto di famiglia, di fumetti o di veri e propri dipinti, per conferire un tocco chic alla stanza, è fondamentale il loro posizionamento e per questo, basta tenere a mente due semplici indicazioni: se decidiamo di appendere un quadro singolo, non dobbiamo posizionarlo troppo in alto rispetto al centro della stanza, mentre se scegliamo di farne un collage possiamo sbizzarrirci e riempire un’intera parete. Non è indispensabile una cornice uguale per tutti, basta solo far attenzione che gli spazi tra un quadro e l’altro siano identici tra loro.

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Soppalco. Una questione di spazio

JB5A6024 copiaChi abita in un monolocale sa perfettamente che l’ottimizzazione degli spazi è fondamentale, dal momento che l’ambiente è ridotto al minimo. Ecco perché diventa necessario fare in modo di sfruttare al meglio ogni più piccolo angolo a disposizione, trovando soluzioni abitative intelligenti che siano funzionali e auspicabilmente anche belle da vedere.

Nel caso di spazi piccoli, il soppalco è in grado di cambiare la vita. Sopra ci si può mettere un letto, un guardaroba o creare un mini salottino. Ovviamente bisogna disporre di soffitti alti e di un buon falegname che lavori su misura.

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A casa mia, una sedia a dondolo mi coccola quando leggo un libro. Sotto il soppalco, la libreria fa da cornice ad un piccolotavolino da caffè, un angolo dove riacquisto la tranquillità dopo un’intensa giornata di lavoro e dove trovo rifugio nei pomeriggi invernali quando è la pioggia l’unica a farmi compagnia.

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Questo lo faccio io!

 di Francesca Piccoletti Ed. Gribaudo.clip_image001
Avete mai pensato a tutti i prodotti che potreste smettere di comprare? Dal deodorante all’anticalcare, dai formaggi al dado, dai gessetti colorati alle spugnette abrasive, non avete che l’imbarazzo della scelta! Cibi, detergenti, cosmetici, giocattoli e vari oggetti di uso quotidiano possono essere autoprodotti dando grandi soddisfazioni e facendo vivere in modo più sano. In questo libro troverete ricette facili ed efficaci per realizzare ogni tipo di prodotto con ingredienti naturali o materiali di riciclo, spaziando dal detersivo per piatti con i fondi di caffè all’insetticida con le foglie di pomodoro, dal dentifricio al tè verde fino alla ceretta con il caramello. Il risparmio, rispetto all’acquisto dei prodotti già pronti, è assicurato, così come i benefici per la salute e per l’ambiente. Tanti pratici approfondimenti suggeriranno varianti e forniranno informazioni utili per agevolare i passaggi, oltre a consigli e indicazioni per ottenere prodotti di ottima qualità con la massima facilità.

Una valigia vintage

Avete trovato in soffitta o al mercatino delle vecchie valigie in cuoio, in pelle o in cartone? Usatele come porta oggetti, come comodini o al posto dei cassetti e darete ai vostri ambienti un effetto decorativo davvero unico e particolare.

Se poi avete la fortuna di scovarle con tanto di etichette di vari hotel, città o spedizioni, il risultato sarà sorprendente.

Io le riempio di sciarpe, guanti e berretti, ma nel web potete trovare migliaia di idee sull’uso creativo di questo accessorio che nel tempo ha saputo egregiamente trasmigrare dal mondo della moda a quello dell’arredo.

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Una casa piccola? Non guardare solo i difetti

Avere una casa piccola ha più vantaggi di quanto pensi! Vuoi sapere quali? Eccoti qualche esempio:

  • bollette più basse e meno spese di manutenzione
  • più veloce da riscaldare e rinfrescare
  • meno spese per arredarla
  • più veloce da pulire
  • più facile da rivendere e affittare444
  • meno spazio per accumulare oggetti inutili

Se questi pregi non ti soddisfano, perché pensi ti serva una casa più grande?

  • gli altri membri della famiglia non rispettano la tua privacy
  • hai troppe cose (ma ti servono davvero tutte?)
  • hai difficoltà nell’organizzazione
  • ti guardi intorno e vedi sempre e solo caos?

Forse quello di cui hai bisogno è un angolino tutto per te e, credimi, anche negli spazi più piccoli non è impossibile realizzarlo!

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