Month: luglio 2015

Arredare con i libri: 7 modi per sistemarli sulle mensole

http://www.illibraio.it/modi-sistemare-libri-mensole-192867/Lo confesso, ci sono sere in cui mi illudo di riuscire a vedere un film dall’inizio alla fine, ma mentre il mio sguardo è fisso sullo schermo, l’indice della mano destra pare improvvisamente trasformarsi in un’appendice estranea al resto del corpo e non smette di girare pagine su pagine di Pinterest, Facebook e Instagram alla ricerca di continue ispirazioni. Una sbirciatina dopo l’altra, finisco così per dimenticarmi che il post it attaccato al frigo diceva che il film in questione rientrava nella classifica degli imperdibili e per perdermi nel mio mondo fatto di case, giardini, interni da sogno.

L’altra sera l’ indice in questione, mi ha condotto ad un interessante articolo pubblicato da Il Libraio, dall’intrigante titolo 7 modi per sistemare i libri sulle mensole, ovvero un altro piccolo mondo dentro al mio mondo.

http://www.illibraio.it/modi-sistemare-libri-mensole-192867/

Per rispetto nei confronti dell’autore, vi rimando al sito http://www.illibraio.it/modi-sistemare-libri-mensole-192867/, ma non resisto alla tentazione di mettere tra le nostre Ispirazioni (era meglio Aspirazioni?) qualche foto su come fare arredamento con un pugno di libri.

 

La rubrica del venerdì: l’arte del ricevere – Dilemma a tavola

Ed eccoci al 2° appuntamento della nostra rubrica sull’arte del ricevere. Dopo aver messo in pratica tutto quello che c’è da sapere su come apparecchiare la tavola, vediamo oggi 12 semplici regole da tener presenti quando si è a tavola, perché, diciamocelo, a chi non è capitato di partecipare ad un matrimonio dove gli amici degli amici ne combinano di tutti i colori con pane, bicchieri e tovaglioli? Vi siete mai trovate nell’imbarazzante situazione in cui passa il cameriere e non sapete come vanno messe le posate tra una portata e l’altra? Se non a voi, sarà capitato sicuramente al vostro vicino di posto. Da oggi sarà tutto più facile. Risolviamo quindi il:

DILEMMA A TAVOLA

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  1. I gomiti, le mani

I gomiti devono essere sempre accostati al corpo e le mani, nei momenti in cui non sono occupate con le posate, non vanno mai abbandonate in grembo, cosa che invece avviene normalmente nei Paesi anglo-sassoni. Non agitatele sotto al naso del vicino di tavola nel corso di una discussione e non invadete la sua zona con gesti bruschi e sgraziati che possono disturbarlo mentre mangia.

  1. Coltello

Il coltello deve essere tenuto nella destra senza che l’indice oltrepassi il manico e tocchi la lama. Tenere il coltello come una penna stilografica è maleducazione. Il coltello non deve mai essere portato alla bocca, né adoperato per tagliare le uova, le verdure, le patate e soprattutto il pesce per il quale esistono apposite posate.

  1. Il cucchiaio e la minestra

In Inghilterra il cucchiaio non viene introdotto in bocca per la punta, ma appoggiato lateralmente alle labbra. Mangiare la minestra in questo modo, senza inopportuni risucchi, conveniamone, non è facile. Da noi per fortuna le cose vanno altrimenti: il cucchiaio viene introdotto di punta in bocca. Ma ciò non vuol dire, beninteso, che lo si debba inghiottire fine al manico.

E’ tollerato che arrivati agli ultimi cucchiai di minestra, si sollevi appena il piatto, inclinandolo verso il centro del tavolo. Assolutamente proibito, invece, soffiare sulla minestra per raffreddarla.

  1. La forchetta

La forchetta si tiene con le punte rivolte in su quando è nella destra. Quando è nella sinistra (e nella destra si ha il coltello) la forchetta ha le punte in giù.

Quando si interrompe il pasto per conversare, si mettono le posate attraverso il piatto, con manico sul bordo: non devono mai toccare la tovaglia. Alla fine, vanno invece appoggiate sul piatto perpendicolarmente all’orlo della tavola, con i manici verso il commensale.

  1. Il bicchiere

Si beve a piccoli sorsi. Le signore badano a non lasciare sbavature di rossetto sui bordi e soprattutto non arricciano il mignolo a coda di volpino. Posato il bicchiere, ci si asciuga leggermente la bocca. Anche in questa circostanza, le signore fanno in modo di non stampare le labbra sul tovagliolo.

Non si alza mai il bicchiere verso chi ci sta versando da bere. Non lo si copre con la mano per rifiutare: basterà un lieve cenno negativo.

  1. Il tovagliolo

Deve essere piegato parzialmente, ottenendo una striscia lunga che viene distesa sulle ginocchia. Quando si è in visita o quando si hanno invitati, non lo si ripiega mai alla fine del pranzo: lo si posa alla sinistra del piatto al momento di alzarsi.

Non si usa per pulire le posate, i bicchieri o per ripassare i piatti prima di mangiare, le signore non lo usano per togliersi il trucco.

  1. Sale e pepe

Non ci si serve di sale e di pepe con le dita né con la lama del coltello: perciò una buona padrona di casa provvederà sempre saliera e portapepe di appositi cucchiaini.

  1. Il pane e i grissini

Non si taglia mai il pane col coltello. Si spezza, mano a mano, ogni boccone possibilmente con la sola sinistra. Questo vale anche per i grissini. Non si sbriciola il pane sulla tovaglia, non si gioca con la mollica, non si riduce il proprio posto come se fosse il fondo di un pollaio. Se, per qualche ragione, non si desidera mangiare la mollica, la si toglie pulitamente mettendola nel piattino predisposto per il pane. Mai nel piatto in cui si mangia.

  1. La salsa nel piatto

Di regola, non si raccoglie la salsa rimasta nel piatto. Solo in famiglia è ammesso “fare scarpetta”, purché ci si serva della forchetta e purché procedendo a questa operazione non ci si comporti come se si passasse lo spazzolone della cera su un pavimento.

  1. Il dolce

Si mangia con la forchetta se è solido, con il cucchiaio se è liquido. Ma generalmente ambedue le posate vengono apparecchiate a ciascun posto. Nell’incertezza, meglio preferire la forchetta al cucchiaio. In caso di necessità, ci si può servire con entrambe le posate per spingere con la forchetta i pezzetti di dolce nel cucchiaio.

  1. La frutta

Non si sceglie la frutta dal vassoio: si prende quella che è più a portata di mano. Pere, mele, pesche devono essere tagliate in due o in quattro sezioni: ognuna di queste viene infilata nella forchetta e sbucciata col  coltello. Se si divide un frutto con un altro commensale, gli si presenta sempre la parte del gambo. I semi d’arancia, i noccioli di ciliegia, di prugna o altro, devono essere sputati nella mano chiusa a cartoccio e deposti sul bordo del piatto.

I fichi freschi vanno divisi in quattro parti, ma senza staccarle fra loro: la polpa viene sollevata col coltello e mangiata con la forchetta.

Le banane devono essere sbucciate con le dita e il coltello. Si mangiano con la forchetta.

L’uva viene presentata a piccoli grappoli, in modo da evitare a chi si serve la difficile operazione di dividere in due un grappolo troppo grosso.

Le arance possono essere mangiate in due modi: tagliate in due, oppure sbucciate col coltello, tenendo il frutto nella mano sinistra. Se l’arancia si presenta “facile” gli spicchi vengono portati alla bocca con le dita. Se l’arancia è molto sugosa e matura la si mangia con la forchetta e il coltello.

   12. Stuzzicadenti

L’uso degli stuzzicadenti è proibito alle signore e sconsigliabile agli uomini. Se non sono in tavola, non si devono mai richiedere. Se ci sono, si adoperano solo in caso di assoluta necessità; in ogni modo se ne fa uso con discrezione, cercando di evitare smorfie, ma anche senza coprirsi con ostentazione la bocca con le mani o, peggio, col tovagliolo, il che servirebbe soltanto a far notare maggiormente ciò che si vuol far passare inosservato.

Bene. Dopo aver apparecchiato bene la tavola e aver superato brillantemente il capitolo cena, passeremo ad argomenti più divertenti, ovvero come decorare, creare atmosfere, organizzare cene e feste talmente belle che non appena l’ultimo ospite avrà svoltato l’angolo penserete solo ad una cosa: a quando la prossima?

 

 

6 semplici mosse per decorare un mini terrazzo

Se le idee creative non mancano, ogni cantuccio, ogni minimo spazio della nostra casa non potrà che essere un angolo di paradiso.

E cosa fare se oltre a un mini-terrazzo si ha anche un mini-budget? Ecco 6 semplici mosse che vi faranno sentire come se vi affacciaste da un casale in Bretagna, anche se vivete al 5° piano di un condominio di via Verdi, centro città.

  1. parola d’ordine: verde! mettete vasi sul poggiolo, se non potete all’esterno perché il regolamento condominiale lo vieta, non abbiate paura di posizionarli all’interno, andrete anche meglio a curare e ad annaffiare le piante. Abbondate di gelsomino, lavanda, liquirizia, menta… sono piante perenni che non hanno bisogno di eccessive cure e profumano sempre di fresca primavera
  1. un tavolino e un paio di sedie o uno sgabello non possono mancare. Evitate mobili troppo ingombranti che possono essere sì comodi, ma potranno limitarvi nei movimenti. Sì anche a cuscini tinta unita o colorati che, oltre ad essere belli da vedere, evitano quella brutta sensazione di avere la sedia incollata alle cosce quando ci si alza!
  1. riservate uno spazio mignon alla decorazione, renderà l’atmosfera più accogliente
  1. munitevi di candele, lanterne e lampade. E’ bello godere del fresco notturno, ma la lampada a muro del condominio vi mette a nudo davanti a tutto il vicinato, attira un sacco di zanzare e non fa certamente atmosfera
  1. osate con la pavimentazione! anche un bel manto di erba sintetica, di buona qualità s’intende, vi darà la sensazione di stare in un vero e proprio giardino
  1. non fatevi scoraggiare dall’idea che non riuscirete a passare velocemente scopa e straccio. Non ci riuscirete, ma dopo un po’ non ci farete più caso!

giardino terrazzo

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La rubrica del venerdì: l’arte del ricevere – Come apparecchiare la tavola

Comincia oggi la rubrica sull’arte del ricevere, ovvero come organizzare incontri, cene, feste nella tranquillità della propria casa o del proprio giardino.

Non so voi, ma ogni volta che invito qualcuno a casa mia, mi piace pensare che gli ospiti trovino tutto squisitamente perfetto. In realtà, che si tratti di un tè con le amiche o di una cena informale, le cose da fare sono sempre tante e il tempo a disposizione sempre troppo poco. Capita quindi che al suonar del campanello io mi trovi a saltellare di qua e di là come in una gara ad ostacoli, con l’unico risultato che gli amici alla porta non vengono accolti da una donna vestita di tutto punto, rilassata con un calice di vino rosso in mano, ma da una che sembra un’atleta che ha appena tagliato il nastro del traguardo. Resa l’idea?

Questo appuntamento settimanale nasce quindi dall’esigenza di non trovarsi nella situazione appena descritta e per rendere più piacevole ogni invito, fornendoci consigli e tante idee facili e veloci su come organizzare al meglio ogni ricevimento.

Fidatevi di Poppy: questa rubrica farà di tutte noi l’emblema della perfezione e della nostra casa un luogo che i nostri amici ameranno per sempre.

 APPARECCHIARE LA TAVOLA

SEGUENDO IL GALATEO

Apparecchiare la tavola è una vera e propria arte che segue una serie di principi ben precisi.

Queste regole si possono mettere in pratica a casa propria per un pasto formale ed elegante, ma anche nel tavolo di tutti i giorni; una tavola ben apparecchiata è sicuramente chic e bella da vedere in ogni occasione.

  1. I Tessili per la Tavola

La scelta della tovaglia e dei tovaglioli è importante nel galateo per apparecchiare la tavola; la tovaglia deve essere abbinata ai tovaglioli, in tessuto, di colore neutro; va scelta in base alle dimensioni del tavolo con circa 30-40 cm di caduta laterale. Il tovagliolo si mette alla sinistra del piatto e va piegato in maniera semplice; eventualmente si può disporre anche al centro del piatto, sopra di esso, e nelle occasioni meno formali alla destra del piatto.

  1. I Piatti

I piatti si mettono al centro e vanno disposti nell’ordine giusto; prima il sottopiatto, poi il piatto piano, poi il piattino e sopra di esso il piatto fondo per le portate liquide. Il piattino del pane va disposto separatamente, in alto a sinistra in corrispondenza delle forchette. Il piattino del pane può essere coperto da un tovagliolo.

  1. Le Posate

La forchetta si mette a sinistra, il coltello e il cucchiaio si mettono a destra. Per un pranzo con più portate ci saranno diverse forchette, da disporre a sinistra con le punte verso l’alto, e si inizierà ad utilizzarle partendo da quella più esterna. I coltelli, con le lame rivolte verso l’interno, sono alla destra del piatto e possono essere due se il menu prevede sia carne sia pesce. Il cucchiaio va messo dopo i coltelli, ma solo se verrà servito il potage o il brodo.

Nelle occasioni più formali vengono disposte delle posate da dessert e da frutta orizzontalmente e centralmente davanti ai piatti; il coltello piccolo da frutta con il manico verso destra, la forchettina da frutta con l’impugnatura verso sinistra e il cucchiaino con il manico verso destra.

  1. I Bicchieri

Infine, i bicchieri. I calici vanno messi in alto a destra, in corrispondenza di coltelli e cucchiai. Il primo è il bicchiere per l’acqua, il più grande, poi c’è il calice per il vino rosso e per finire il bicchiere per il vino bianco. Il galateo dice no ai sottobicchieri e prevede che l’eventuale flûte per lo champagne sia disposta dietro ai tre bicchieri principali.

Ecco fatto il primo passo: per apparecchiare la tavola di tutti i giorni seguendo le regole del galateo basterà ricordarsi della disposizione delle posate e dei bicchieri. Molto semplicemente, tovagliolo e forchetta a sinistra e coltello e cucchiaio a destra, con il bicchiere in corrispondenza del coltello.

Alla prossima settimana, con altri suggerimenti e idee che faranno di noi delle ottime padrone di casa!

La mie en place1